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Formazione

Conoscenze – Lingua e lavoro

L’iniziativa Conoscenze – Lingua e lavoro ha inteso supportare i discenti non italofoni nell’acquisizione di conoscenze ed abilità linguistiche, utili ad un adeguato inserimento lavorativo (la lingua di riferimento è l’italiano L2), attraverso tre distinte tipologie di attività:
1) percorsi di acquisizione del linguaggio professionale, cioè lezioni svolte dal docente, coadiuvato da interventi di esperti del settore di riferimento, volti ad esplorare in modo attivo: la dimensione pragmatica della lingua; le motivazioni personali della scelta di una professione; i tecnicismi della lingua e quindi la comprensione sia di un lessico comune dell’ambito, sia di un lessico specialistico;
2) percorsi di sicurezza sul lavoro, attraverso l’utilizzo prevalente di video e immagini, lezioni tecnico-professionali tenute da un docente abilitato in collaborazione con un’esperta di glottodidattica;
3) percorsi di scrittura creativa e collaborativa, finalizzati a sviluppare alcune competenze trasversali, utili all’aumento dell’occupabilità dei destinatari;  proponendo testi ed elaborati ancorati alla soggettività, attraverso l’uso di “modelli testuali” per accompagnare all’avvio della scrittura, recuperando così modalità comunicative più vicine agli studenti (per esempio, liste che permettono di dare una prima organizzazione cognitiva e linguistica) e a socializzare il prodotto di fronte ad un uditorio.

Trasversale ai percorsi è l’utilizzo di un “Dossier” diretto a documentare il livello di competenza linguistica raggiunto, le competenze personali e sociali e le meta-competenze e le esperienze interculturali vissute, ponendo particolare attenzione a due aspetti della esperienza linguistica dei migranti: il processo di apprendimento e la comprensione della dinamica culturale.

La pandemia ha reso necessaria l’attivazione di percorsi di formazione linguistica a distanza, che hanno richiesto una metodologia didattica del tutto nuova, che rispondesse anche e soprattutto ai bisogni di specifici target di utenza vulnerabile. Le fasi che interessano le attività della formazione linguistica a distanza sono essenzialmente: attivazione (tramite l’ausilio di contenuti multimediali), debriefing (acquisizione dei contenuti), produzione dell’apprendente, elaborazione e valutazione del docente.

Role-playing, interazione e confronto sono gli elementi costituenti le video lezioni svolte sulla piattaforma Google Meet.
In una prima fase sono state identificate le competenze, le conoscenze e le strategie di ciascuno studente, attraverso l’utilizzo di stimoli lessicali e iconografici per sostenere le prime produzioni linguistiche orali e per chi riusciva, anche scritte in chat.
In linea con l’approccio Community Language Learning (Il CLL ha avuto una grande diffusione negli Stati Uniti e in Canada, all’interno delle comunità di immigrati che più si erano sottratte all’esposizione – e alla conseguente acquisizione – della lingua inglese) il docente ha assunto il ruolo analogo a quello di un counsellor,  stimolando narrazioni di vita personale, ascoltando e trasformando in positivo le sensazioni negative, eventualmente attivate in un primo contatto, quando è ancora assente un patto di fiducia tra le parti; suggerendo l’interazione con il gruppo e allo stesso tempo rinforzando l’individualizzazione dell’apprendimento; offrendo costantemente ad ogni studente l’opportunità di rivolgersi a lui o agli altri componenti del gruppo per interagire o chiedere aiuto quando necessario.

La seconda fase, sempre mantenendo attivo l’approccio CLL, si è focalizzata sul dominio professionale prescelto. I percorsi sono stati sperimentati su target differenti, proprio per testare l’applicabilità della metodologia a persone provenienti da Paesi diversi (37 sono le nazionalità coinvolte), con età e condizione socio-lavorativa differenti (minori stranieri non accompagnati neo-arrivati 15-17 pre-iscritti a percorsi scolastici e/o formativi, giovani e adulte/i disoccupate/i o inoccupate/i, occupate/i, analfabete/i, scarsamente scolarizzate/i nel Paese di origine).

L’ampiezza del target di riferimento fa ritenere il percorso trasferibile in vari contesti ed applicabile a lingue seconde diverse dall’italiano. Il Dossier elaborato dall’Università di Bologna e testato per la diagnosi delle competenze linguistiche ed interculturali è stato compilato per ciascun partecipante; lo strumento è facilmente adattabile a contesti e target differenti, mira alla profilatura degli apprendenti rispetto alle abilità linguistiche, competenze di base, personali, sociali, meta-competenze, pone attenzione soprattutto su due aspetti della esperienza linguistica degli immigrati: il processo di apprendimento e la comprensione della dimensione culturale. Il Dossier è codificabile e validabile dai CPIA per l’eventuale proseguimento del percorso linguistico e dal sistema della formazione professionale per la costruzione di percorsi formativi estremamente personalizzati.


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