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#IoRestoErasmus: Samuel, dal Mozambico a Castelfranco Veneto, in conservatorio ai tempi del Covid

 

La mobilità internazionale Erasmus riesce ad essere un viaggio bellissimo anche quando si è costretti in una stanza.

Crescita personale e professionale si impongono anche nel contesto di emergenza sanitaria che tutti stiamo vivendo.
Sono molte le storie di studenti Erasmus rimasti nei Paesi di accoglienza e oggi condividiamo quella di Samuel Manhiça Junior, proveniente dalla Università Eduardo Mondlane (EUM) di Maputo, in Mozambico.
Samuele è arrivato lo scorso 3 marzo in Italia, accolto dal Conservatorio di Musica Steffani, di Castelfranco Veneto.
Nonostante la pandemia ha deciso di restare e svolgere il suo periodo di mobilità internazionale Erasmus.
Samuele sta seguendo online la maggior parte dei corsi: il Conservatorio Steffani, infatti, copre circa il 90% della propria offerta formativa attraverso l’erogazione di lezioni virtuali.
Per consentire invece la pratica pianistica a Samuel, il Conservatorio ha recapitato una tastiera digitale nell’abitazione dello studente.
Samuel sta seguendo anche lezioni di italiano online, con una insegnante. Ha acquisito straordinarie competenze linguistiche come si può evincere da questa intervista:

 

D: Caro Samuel, ti trovi a vivere una esperienza di mobilità internazionale Erasmus+ chiuso in casa: raccontaci come e se riesci a trarre comunque dei vantaggi in questo contesto anomalo
R: Sono a Castelfranco da circa due mesi. In effetti non è un periodo molto “comodo” ma per fortuna riesco a studiare, a fare la spesa senza difficoltà. Dunque mi trovo bene e sicuramente direi che il mio periodo di mobilità internazionale Erasmus si sta comunque svolgendo.

 

 D: Tu vieni da Maputo, capitale del Mozambico. Raccontaci cosa facevi lì fino a qualche mese fa:

R: Vengo da una famiglia molto numerosa dove sono l’unico musicista. Sono un compositore e direttore di coro, nel 2013 ho fondato il coro Wunanga, oggi forse uno dei più grandi in Mozambico. Sono studente del corso di laurea in Musica all’Università Eduardo Mondlane (UEM), nel dipartimento di Escola de Comunicação e Arte (ECA) che ha rapporti con il Fondazione Musiarte, dove ho saputo del magnifico progetto europeo Erasmus+.

 

 

D: “Cambiare la vita aprire la mente” è lo slogan di Erasmus+: vale anche in una stana forma di blended mobility quindi, virtuale e fisica come la stai vivendo tu?
R: Erasmus Plus è un programma che palesemente cambia la vita, dico ciò perché ha cambiato la mia e anzi la sta ancora cambiando. La direzione generale dell’ECA Escola de Comunicação e Arte, così come il corso di laurea in musica della mia università, vedono questo meraviglioso Programma europeo (Erasmus+) come un progetto professionale continuo che consente opportunità di interazione su diversi fronti.

 

D: Cosa pensi della opportunità offerta dal Programma Erasmus+ e dell’esperienza che stai vivendo?
R: Con questa quarantena ho finalmente capito che la cultura è dinamica e non si deve mai fermare. Le generazioni passano ma la conoscenza deve rimanere e tramandarsi.
Noi giovani dobbiamo cercare la cultura e la formazione a tutti i costi per farle continuare a vivere e per trasferirle agli altri, per il benessere dell’umanità.

 

D: Come pensi di restituire il valore della tua esperienza di mobilità internazionale Erasmus+ al tuo Paese e all’Europa?
R: Ci sono diverse cose che penso di fare per rendere ancora più importante questa brillante esperienza che sto vivendo. Per esempio mi sto impegnando per:
– sviluppare attività con il sostegno e la supervisione del Conservatorio per supportare futuri candidati a intraprendere questa modalità;
– partecipare a tutte le attività richieste dal Conservatorio di Castelfranco;
– promuovere l’immagine del Conservatorio anche attraverso attività nel mio paese e all’estero.

 

D: La tua famiglia è preoccupata? sei in contatto con la tua Università? Raccontaci il filo che ti tiene unito al Mozambico in questo contesto.
R: Sono in contatto con la mia famiglia in WhatsApp, è preoccupata sì ma si tranquillizza nel sapere del supporto fenomenale del Conservatorio Steffani.
Cerco sempre di informarmi sulla situazione nel mio Paese e sull’emergenza mondiale in generale.
Sono quindi in contatto anche con il mio Maestro, il prof. Feliciano de Castro – direttore del corso di laurea in musica dell’UEM.  Lui mi ha mandato questo suo pensiero che io condivido: “Personalmente mi sento più rilassato quando so che sei in mobilità ma in una casa e in una situazione di totale sicurezza. Il grande supporto che ti sta offrendo il Conservatorio Steffani è tutto ciò che occorre ora per continuare a studiare lì. Ma certo se ciò mancasse, allora dovremmo trovare il modo per rimpatriarti”.

 

D: C’è un insegnamento che senti di aver tratto da questa quarantena? Una riflessione, un pensiero che senti caro e che vuoi condividere.
R: È difficile, sì, infatti, ma sono proprio le difficoltà che ci fanno crescere!

 

D: Lancia un messaggio ai tuoi colleghi e amici in Mozambico, anche nella tua lingua se vuoi!
R: Per la mia famiglia, chiesa, colleghi, amici e magari tutto il paese, vorrei solo fare una citazione Biblica, dalla lettera ai Romani: se Dio è con noi, chi sarebbe contro di noi? “Ingava makhombo, a ndlala, vusweti, vusiwana swinga hi hambanyisaka ni Hosi yeru?”.

 

Il Conservatorio di Musica Agostino Steffani partecipa al Programma Erasmus anche nella sua declinazione ICM – International Credit Mobility – Key Action 107.
Il Conservatorio infatti, oltre alla mobilità classica tra Paesi Programme, intra EU, ha accordi anche con Argentina, Moldavia e Mozambico, Paese di provenienza di Samuel.

 

 

#IoRestoErasmus è un progetto dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire per dare voce alle tante storie virtuose che il Programma sostiene anche in questa parentesi anomala per la mobilità internazionale: Buon Erasmus a Tutti!

 
 

Alessia Ricci
Ufficio Comunicazione
Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire